Posted by: darkamex | Maggio 4, 2008

Le elezioni ad Ailati [cap. 2]

Ailati, si sa, era la nazione dove tutto funzionava al contrario e, ovviamente, anche la politica non poteva essere da meno.

Ad Ailati infatti la politica era una cosa davvero seria e per questo tutti, ma proprio tutti, i politici di Ailati facevano sempre l’inverso di quello che era il loro manifesto politico.

Ad Ailati vi erano due partiti maggiori il Partito Delle Libertà e il Popolo Democratico ed oltre a questi se ne aggiungevano tanti altri (tanti quanti erano i giornali). Ognuno di questi partiti proponeva le cose più incredibili ai propri elettori, però nessuno diceva che non c’erano soldi.

Ad Ailati c’era uno strano rituale, i cittadini erano periodicamente chiamati a confermare le persone che guidavano il paese con una strana procedura che loro chiamavano: Elezioni democratiche. Le elezioni avvenivano con cadenza periodica variabile.

Le elezioni democratiche ad Ailati funzionavano più o meno in questo modo:

Prima i partiti di Ailati decidevano chi doveva essere eletto e poi cittadini ci mettevano una croce sopra, ovviamente senza sapere chi stavano votando, perchè, come in tutti i telequiz di Ailati, volevano avere il brivido della sorpresa…

I partiti, ovviamente, sceglievano i propri rappresentanti nel miglior modo possibile: l’esclusione. Si escludevano tutti i cittadini onesti e si proponeva i propri amici, parenti, compari, compagni di partito, conoscenti oppure imprenditori, editori, attori ecc. ecc. ecc. indipendentemente dal valore sociale e morale degli stessi. Ad Ailati l’importante era apparire e portare voti.

Il questo modo, il popolo Ailatiano veniva guidato dalle uniche persone che lo rappresentavano realmente ed era sicuro che il paese avrebbe continuato a non funzionare per tutti gli anni successivi.

La festa delle elezioni era una cosa bellissima, le televisioni, i giornali, le radio parlavano di quello che dicevano i politici e davano notizie in base all’utilità. Era l’unico momento in cui i giornalisti avevano carta bianca nell’attaccare l’uno o l’altro in base allo schieramento di appartenenza… E allora giù duri:

“Emergenza criminalità ad Amor” oppure “Emergenza Criminalità in Aidrabmol” e tutti a dire che è colpa dell’uno o dell’altro… era una festa meravigliosa e tutti i giornalisti la aspettavano con trepidazione. Erano loro a decidere il futuro della nazione e questo li rendeva felici.

La cosa più bella è che i cittadini di Ailati sapevano benissimo che qualunque cosa venisse detta in campagna elettorale non sarebbe stata mantenuta, però erano presi dall’appartenenza ad una squadra volevano dimostrare di essere i più forti… Più forti di chi? non si sa…

E tutti facevano cori, gridavano, andavano ai comizi, sventolavano le bandiere, ritiravano gadget, distribuivano volantini… Insomma ci si divertiva un sacco.

I politici durante le elezioni di Ailati dicevano un sacco di cose ed ogni tanto gli scappava qualche frase stupida, quando capitava vi era uno stupendo balletto di accuse e contro accuse che si rimbalzavano sui giornali, sulle radio e sulle televisioni. I giornalisti di Ailati si divertivano un sacco a raccogliere le dichiarazioni dell’uno o dell’altro
per poterle riportare con i propri commenti. Il gioco finiva quando l’interessato smentiva e dichiarava che i giornali lo avevano frainteso…

Gli elettori ad Ailati erano contenti di sentire finalmente i politici parlare di sicurezza, giustizia, equità, di meno tasse (questa era la bugia preferiata da tutti), di tagli alla pubblica amministrazione, di più posti di lavoro e di stipendi più equi. Il trucco era che ad Ailati, durante le elezioni, i politici vedevano quello che di bello non c’era e ne parlavano facendo dimenticare il brutto che nel paese realmente c’era.

L’elettore ad Ailati era estasiato nel sentire come il proprio politico accusava l’altro delle stesse cose di cui aveva visto in televisione, letto sul giornale o sentito sulla radio ed era contento perchè, per una volta, il politico diceva le stesse cose che pensava lui…

[continua]

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