(AGI) - Firenze, 28 apr - A Firenze il primo impianto di produzione di biocarburanti della Toscana, che alimentera’ una trattrice agricola e riscaldera’ alcune serre dove si producono ortaggi. Questo grazie al fiore di girasole, una delle soluzioni offerte spontaneamente dalla natura al problema dell’approvvigionamento energetico, che l’agricoltura potra’ sfruttare nei prossimi anni per limitare la propria dipendenza dai carburanti fossili, portando un notevole contributo alla riduzione delle emissioni in atmosfera di anidride carbonica.
L’idea è tecnicamente buona, utilizzare alcuni prodotti dell’agricoltura per estrarre degli olii combustibili ma alcuni effetti collaterali non possono e non devono essere sottaciuti: Utilizzando materie in diretta concorrenza con l’alimentazione e la produzione di beni necessari alla sopravvivenza del pianeta si rischia di compromettere pesantemente (molto più di quanto si è fatto sino ad ora) l’ecosistema terrestre.
Produrre biocarburanti vuol dire far lievitare enormemente il valore dei seguenti beni:
- Mais, soia, girasole e tutte le materie prima necessità
- Territori incolti e/o ricoperti di foreste (di facile combustione…)
- Altre colture in maniera indiretta (perchè diventerebbero meno convenienti)
Le macchine non devono essere messe in competizione con le necessità primarie dell’uomo e della terra… Svegliamoci prima che sia troppo tardi… Quello che sta avvenendo è contro qualsiasi etica umana. Una parte del mondo necessità di cibo, l’altra parte progetta di riconvertire il cibo in carburante…
Adolf Hitler avrebbe trovato una soluzione più diretta e meno ipocrita al problema… Ma qualcosa l’abbiamo realmente imparata?
Pubblicato in Ambiente, Energia, Politica, Politica estera | Tag: biocarburanti, Politica energetica






